Benvenuti nell’angolo del blog Idee da Leggere dedicato alle citazione tratte dai libri più belli.

La felicità era come muoversi sul ghiaccio sottile, tanto valeva nuotare nell’acqua gelida, sentire il freddo e affannarsi a tirarsene fuori, invece di aspettare di caderci dentro.
Sete di Jo Nesbø

“Era un po’ come se avessimo avuto davanti a noi un piatto strapieno e avessimo mangiato tutto in un lampo, e non era avanzato niente. Forse è così che le coppie resistono: evitando di abbuffarsi. Sanno che quel che hanno davanti deve durare a lungo, e così lo centellinano. Anche se spero che la ragione non sia questa. Spero che, quando due persone stanno bene insieme, sia come se qualcuno continuasse a riempirgli il piatto”.
Tutto per una ragazza di Nick Hornby

“Non si mette la vita nei libri. La si trova”.
Sovrana lettrice di Alan Bennett

Nella valle era la presenza del lago a scandire il tempo e le stagioni, le morti e le nascite. Il lago apparteneva a tutti e tutti gli appartenevano. Lo temevamo, ma lo amavamo anche. Per questo, i morti del lago erano i morti di tutti, a prescindere dalla loro provenienza.
Acquanera di Valentina D’Urbano

“Quando era piccola, Prisca si era sempre rifiutata di imparare a nuotare con la testa sott’acqua, come pretendevano suo padre e suo nonno. Era convinta che il mare, attraverso i buchi delle orecchie, potesse entrarle nel cervello. E un cervello annacquato, si sa, funziona male”.
Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno

Le doti di Marianne erano, sotto molti aspetti, completamente uguali a quelle di Elinor. Era assennata e intelligente, ma esagerata in ogni cosa; i suoi dolori e le sue gioie non conoscevano moderazione. Era generosa, amabile e interessante; era tutto, eccetto che prudente. La somiglianza fra lei e sua madre era impressionante.
Ragione e sentimento di Jane Austen

“Liz lo fissava con gli occhi spalancati, il respiro sempre più rapido e, dentro di lei, un senso di deliziosa aspettativa sempre più forte”.
Affari d’oro di Madeleine Wickham

“Che cosa è nata prima: la musica o la sofferenza? Ai bambini si tolgono le armi giocattolo, non gli si fanno vedere certi film per paura che possano sviluppare la cultura della violenza, però nessuno evita che ascoltino centinaia, anzi, dovrei dire migliaia di canzoni che parlano di abbandoni, di gelosie, di tradimenti, di penose tragedie del cuore. Io ascoltavo pop music perché ero un infelice. O ero infelice perché ascoltavo la pop music?”.
Alta Fedeltà di Nick Hornby

“Intuii lì, in quell’abbraccio furtivo, che avrei potuto prendere le ferite di un altro essere umano e tentare di ripararle, e che io stesso avrei potuto affidare le mie”.
Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli

“Non posso impedirti di inciampare. Però posso medicare il tuo piede ferito. E prenderti in braccio, fino a quando non sarai in gradi di camminare con le tue gambe. Avrò cura di te”. 
Avrò cura di te di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale

“Basta un istante. Uno sguardo. Un incontro. Per sconvolgere un’esistenza. La persona giusta al momento giusto”.
Central Park di Guillaume Musso

“Ho coltivato una speciale diffidenza per chi si compiace di dire sempre quello che pensa. Temo con ogni fibra quel tipo di persona che è pronta a scambiare per pensiero il moto casuale di tutto quello che gli passa per la testa e chiama sincerità l’incapacità di controllarlo”.
Chirù di Michela Murgia

“Forse è proprio questo, papà. Dovreste essere curiosi, voi genitori, molto curiosi dei vostri figli. Morire dalla curiosità di vedere come diavolo andrà a finire. Invece siete sempre così scontenti, così incontentabili. Sembra che conosciate già tutto. Non vi lasciate sorprendere. Peccato. Vi private di una grande felicità.”
Non so niente di te di Paola Mastrocola

E dopo un infinito momento di silenzio, riempito solo dai nostri occhi, lui se ne esce con: “Ormai non ti scappo”.
E il cuore salta un battito di Claudio Rossi Marcelli

Molto probabilmente, con lui, la vita sarà difficile, ma chi non ama ciò che è difficile?
Tre giorni a Parigi di Mario Fortunato

“Ospedali? Feste di beneficenza? Per un anno intero? Ma che cosa credeva? La zia Marie le aveva detto delle inaugurazioni di negozi e delle luci di Natale, ma lei non aveva pensato che la gente ci sarebbe rimasta male se fosse scomparsa nel nulla, e non aveva pensato che sarebbe stata Miss Blackpool per altri trecentosessantaquattro giorni. In quel momento capì di non voler essere Miss Blackpool neanche per un’ora.
«Dove va?» chiese Len.
«Dove vai?» le chiese suo padre.
Quindici minuti dopo, la seconda classificata, Sheila Jenkinson, una spilungona di Skelmersdale rossa di capelli e un po’ addormentata, aveva in testa la tiara, e Barbara e suo padre erano in taxi e stavano tornando a casa. La settimana dopo, Barbara partì per Londra”.
Funny Girl di Nick Hornby

“Sometimes you have to face up to your fears to realize that they aren’t actually real.”
Girl Online di Zoe Sugg

Adesso lo sapeva. Come sapeva che la vecchia infelicità ci sarebbe stata sempre. Ma era diverso, perché adesso sapeva di preferire la sua realtà a qualsiasi altra vita. Non avrebbe mai voluto cambiarla. Le sue lamentele erano solo vaghe insoddisfazioni di una vita appagante. I piccoli rancori e le facili rinunce che valeva la pena di sopportare in nome del benessere complessivo. Aveva sbagliato a credere che fosse possibile vivere senza certi dispiaceri. Erano come sassolini in una scarpa per il resto bella e comoda. Inevitabili, e sopportabili.
Hugo e Rose di Bridget Foley

Ormai non potevo più concepire la mia vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l’amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni. Se parlavo di te con gente che non ti conosceva o alla quale non interessavi, mi affannavo a spiegare quanto tu fossi straordinario e geniale e grande…Ma un amore simile non era neanche una malattia, era un cancro!
Un uomo di Oriana Fallaci

“Potresti vivere cento vite e ancora non lo meriteresti, sai?”
Hunger Games di Suzanne Collins

“Ma lo capiscono anche i cretini che i libri infragiliscono la mente. La terra invece, si sa, rende sani e forti”.
Il figlio maschio di Giuseppina Torregrossa

“Sono in gran forma, e adesso mi esercito ad essere gentile invece che ad avere ragione”.
Il Lato positivo
di Matthew Quick

“Il mondo ti spezza il cuore in ogni modo immaginabile, questo è garantito, e io non so come fare a spiegare questa cosa né la pazzia che è dentro di me e dentro gli altri, ma indovinate un po’ domenica è di nuovo il mio giorno preferito, penso a tutto quello che gli altri hanno fatto per me e mi sento tipo uno molto fortunato”. 
Il Lato positivo
di Matthew Quick

“Quando hai sedici anni e gli amici sono tutto il tuo mondo, l’iniziazione alla vita non può che essere violenta. Come l’amore. O la scoperta del male”.
Il regno degli amici di Raul Montanari

“Lo sapevo che era difficile, ma pensavo che io gli sarei bastata. Io, che ci sarei stata sempre. Io, che non lo avrei lasciato mai. Io, che ho mantenuto la promessa, perché alla fine è stato lui a lasciare me”.
Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano

“Detesto incasellare le persone in categorie, anche per ciò che riguarda i sentimenti e la sessualità. Siamo esseri umani, colorati di tante sfumature, intime e personali”.
L’altra parte di me di Cristina Obber

“In sua assenza, dopo una breve esitazione mi ero messa al posto suo. O meglio, le avevo fatto posto in me”
L’amica geniale di Elena Ferrante

“I sogni sono stracci di nuvole, scomposti e inconsistenti. Sono la mia consolazione e il mio tormento. Mi fanno sentire vivo, capisci? Vivo come non sono mai stato”.
La bambina e il sognatore di Dacia Maraini

“Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi.”
La strana biblioteca di Haruki Murakami

“Si chiama profezia dell’armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen”.
La profezia dell’Armadillo di Zerocalcare

“Mi chiamo Cesare Annunziata, ho settantasette anni, e per settantadue anni e centoundici giorni ho gettato nel cesso la mia vita. Poi ho capito che era giunto il momento di usare la considerazione guadagnata sul campo per iniziare a godermela sul serio”.
La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone

“E’ la tua voce che mi tranquillizza. E’ il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi, quel nomignolo che mi riservi. E’ il fatto di immaginarti perché non posso vederti. E’ dovermi figurare la smorfia della tua bocca. E’ che sei tu. E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede. Per quanto cerca di trattenermi, se si tratta di te…io sono felice.”.
L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn

“Così come lo studio dell’energia atomica portò allo sviluppo della bomba nucleare, perfino Zuckerberg, per quanto malvagio, quando inventò Facebook non poteva immaginare cosa sarebbe successo…quando muore uno famoso”.
L’elenco telefonico degli accolli di Zerocalcare

“Non sto cercando di demoralizzarvi, cercate di capire. Voglio dire che penso veramente che l’amore sia la cosa più bella del mondo, dopo le pasticche per la tosse. Ma devo anche dire, per l’ennesima volta, che la vita non è giusta. È solo più decente della morte, tutto qui”.
La principessa sposa  di William Goldman

“La Ragione che aveva scatenato in Tazaki Tsukuru quella forte attrazione per la morte era chiarissima: i quattro ragazzi che per molto tempo erano stati i suoi amici più intimi un giorno gli avevano annunciato che non volevano più vederlo né sentirlo. Di punto in bianco, senza lasciare spazio a discussioni o proteste”.
L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Haruki Murakami

“Corremmo insieme in quell’oscurità senza tenebre e non ebbi paura. Sarebbe stato semplice, lo sapevo. Come tutto il resto”.
Life and Death di Stephenie Meyer

“Il rimpianto è un tipo di dolore molto particolare; di fronte ad esso siamo impotenti. È come una finestra che si apra di sua iniziativa: la stanza diventa gelida e noi non possiamo fare altro che rabbrividire. Ma ogni volta si apre sempre un po’ meno, finché non arriva il giorno in cui ci chiediamo che fine abbia fatto”.
Memorie di una Geisha di Arthur Golden

“Sei vivo. E ti alzi in piedi e vedi le luci sui palazzi e tutto quello che ti fa restare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, con le persone a cui vuoi più bene al mondo. E in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito”.

Noi siamo infinito di Stephen Chbosky

“Sopravvivere a qualsiasi vita tu stia vivendo significa mentire, e l’inganno corrode l’anima: quindi, almeno per un minuto, molla le bugie.”
Non buttiamoci giù di Nick Hornby

“Per quanto uno possa raggiungere la verità, niente può lenire la sofferenza di perdere una persona amata. Non c’è verità, sincerità, forza, dolcezza che ci possa guarire da una sofferenza del genere. L’unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza attraverso la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che questo insegnamento non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta che la sofferenza ci colpirà all’improvviso”.
Norwegian Wood di Haruki Murakami

“Per quanto una situazione possa sembrare disperata c’è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all’oscurità”.
Norwegian Wood di Haruki Murakami

“L’unica a non avercela più, una vita, ero io. Al suo posto una massa informe, sfilacciata, ferita, che come unico perno su cui girare aveva lo smarrimento.”
Per dieci minuti di Chiara Gamberale

“Provava un piacere triste e ironico al pensiero che quel poco di conoscenza che si era conquistato l’avesse condotto a tale consapevolezza e che alla lunga tutte le cose, perfino ciò che aveva imparato e che gli consentiva quelle riflessioni, erano futili e vuote, e svanivano in un nulla che non riuscivano ad alterare”.
Stoner di John Edward Williams

“Le tue amiche non sono forse la famiglia che ti sei scelta da sola?
Un diamante da Tiffany di Karen Swan

«Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo», di solito il consiglio era questo, ma chi aveva l’energia sufficiente per farlo? E se pioveva o eri di cattivo umore? Era poco pratico, tutto qui.
Molto meglio cercare di essere buoni e coraggiosi e audaci e cambiare le cose in meglio. Non proprio cambiare il mondo, ma il pezzettino di mondo intorno a te.
Esci allo scoperto con la tua passione e la tua macchina da scrivere e impegnati al massimo per… qualcosa. Magari cambia la vita degli altri con l’arte. Coltiva le amicizie, non tradire i tuoi principi, vivi intensamente, appassionatamente.
Apriti alle novità.
Ama e fatti amare, se ti capita la fortuna.
Un giorno
di David Nicholls

“Che vita di merda!”
Il cappotto della macellaia di Lilia Carlotta Lorenzo

“Giornate di una felicità intensa non capitano spesso nella vita. Ed è inseguendo quel vivido miraggio, che le persone riescono a tirare avanti e a invecchiare”
Tsugumi di Banana Yoshimoto

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