Recensione Accabadora
Autore: Michela Murgia
Pagine: 164
E-book: 7,99
Cartaceo: 9,00
Casa Editrice: Einaudi
Pubblicato il: 07/10/2010
Genere: Narrativa contemporanea
Recensione di: Rossella
Valutazione4 stelle

 

“Non dire mai: di quest’acqua io non ne bevo. Potresti ritrovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata”.
Accabadora di Michela Murgia

Chi non avesse ancora letto il romanzo Accabadora di Michela Murgia dovrebbe farlo assolutamente al più presto. Dentro questo libro c’è amore, crescita, maternità e, inevitabilmente, morte.

Siamo negli anni cinquanta in un piccolo paesino della Sardegna, Soreni. Qui Maria, una bambina di sei anni, viene affidata (fill’è anima) a Bonaria Urrai, sarta che vive sola e che risulterà essere una madre colta e attenta. Ma Bonaria non fa solo la sarta; all’occorrenza diventa anche l’accabadora di Soreni, colei che finisce, che aiuta le persone a morire.

Quando Maria, crescendo, capisce tutto farà fatica ad accettarlo e fuggirà a Torino, dove diventerà balia di due ragazzini in una famiglia benestante. Ma l’amore e l’attaccamento nei confronti di Tzia Bonaria la riporterà dopo due anni a Soreni. E’arrivato forse il momento di capire, di comprendere il ruolo “dell’ultima madre”.

 

 

 

 

 

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