Recensione mi chiamo Lucy Barton
Recensione Mi chiamo Lucy Barton
Autore: Elizabeth Strout
Pagine: 158
Cartaceo: 14,88
Casa Editrice: Einaudi
Pubblicato il: 03/05/2016
Genere: Narrativa contemporanea
Recensione di: Rossella
Valutazione

 

Eppure, quando vedo gli altri incedere sicuri per la strada, come se non conoscessero per niente la paura, mi accorgo che non so cos’hanno dentro. La vita sembra spesso fatta di ipotesi.
Mi chiamo Lucy Barton di Elizabeth Strout

Lucy, voce narrante del libro, viene costretta per cinque settimane a stare in una camera d’ospedale in seguito a complicazioni post operatorie di un’appendicite.

Tutti questi interminabili giorni sono l’occasione di tanti pensieri e di momenti di solitudine, interrotta però dall’arrivo improvviso e inaspettato della madre che non vede ormai da anni. Per starle vicino è venuta da una lontana e piccola cittadina rurale e per farlo ha dovuto per la prima volta nella vita prendere un aereo e affrontare New York.

Sarà l’occasione per le due donne di passare cinque giorni insieme come non hanno mai fatto, di raccontarsi vite e storie. E attraverso le loro parole si conoscono anche dettagli dell’infanzia, della loro famiglia e anche della vita attuale di Lucy.