Recensione Tra i segreti di Villa Aurelia
Autore: Brunella Giovannini
Pagine: 106
Cartaceo: 5,99
E-book: 11,82
Casa Editrice: Edizioni Leucotea
Pubblicato il: 20/12/2016
Genere: Narrativa italiana
Recensione di: Federica
Valutazione

Il tempo non è altro che una oscillazione infinita di cicli, grandi onde di energia che palpitano nell’universo, capaci durante il loro percorso di creare un ponte tra passato e futuro; ma il tempo non
riesce a mantenere i segreti e prima o poi, racconta tutta la verità.
Tra i segreti di villa Aurelia di Brunella Giovannini

Diana ha perso l’uomo che ama a causa della malavita e si ritrova costretta a crescere i suoi due figli da sola, nascosta per paura di ritorsioni. Nessuno sa dove vive Diana, nemmeno i suoi genitori.
Con la madre Olga comunica solo attraverso delle lettere. La lontananza dalle persone che ama diventa insostenibile quando viene a sapere che il terremoto ha distrutto la casa della sua famiglia. Lettera dopo lettera, Olga racconta alla figlia il senso di disperazione e di rabbia di veder distrutto tutto ma anche la voglia di ricominciare.
In seguito ai crolli vengono trovati alcuni oggetti e un vecchio manoscritto, segreti rimasti per secoli nel doppio-fondo di un baule. Nel momento in cui finalmente potrà tornare nel paese natio, Diana scoprirà di essere direttamente legata a quei segreti…
Il libro è interessante ed emozionante e lo consigliamo. Abbiamo chiesto all’autrice di scrivere qualche parola su come la storia sia nata dentro di lei: “Inizialmente avevo l’intenzione di scrivere un romanzo la cui trama si sviluppasse attorno all’infiltrazione mafiosa nella mia regione, sicuramente sollecitata dal tam tam mediatico relativo al processo “Aemilia”. Ho cercato di documentarmi ma più acquisivo informazioni, più mi rendevo conto che sarebbe stata una cosa molto complicata, perciò ho accantonato l’idea. Un giorno mi sono soffermata ad osservare Villa Aurelia, era completamente avvolta dai ponteggi dovuti alla ristrutturazione post terremoto del 2012.
Avevo letto da poco “La Chimera” di Vassalli, ambientata in altri luoghi, però ho iniziato a chiedermi come poteva essere stata Villa Aurelia agli inizi del 1600. Ho cercato informazioni relative al periodo e sono venuta a conoscenza che Ferrante II Gonzaga, duca di Guastalla, l’aveva eletta sua dimora preferita al punto da voler trascorrervi i suoi ultimi giorni quando nel 1630 fu colpito dalla peste. Il nobile aveva scritto un poema drammatico, inedito dedicato a una Ninfa e ho trovato la cosa un po’ strana: di solito il poeta mette a nudo le proprie emozioni, quindi non riuscivo a spiegarmi il perchè di questa dedica a una Ninfa, a quel punto si è messa in moto la fantasia e accanto a vicende attuali, ho creato i presupposti per un’antica storia d’amore finita tragicamente”.

 

 

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