Recensione La figlia femmina
Autore: Anna Giurickovic Dato
Pagine: 191
Cartaceo: 6,99
E-book: 13,60
Casa Editrice: Durango
Pubblicato il: 26 gennaio 2017
Genere: Narrativa contemporanea
Recensione di: Rossella
Valutazione

 

«Tutti ti crediamo».
«Tu non mi crederesti mai».
«A cosa non dovrei credere, Maria?».
«Che io sono un diavolo».
«Tu sei un angioletto, sei una bimba».
«Non è vero. Io il diavolo ce l’ho qua». Si alzò in piedi e si indicò il petto. «Ma non lo so chi ce l’ha messo, ci sono nata così».

La figlia femmina  di Anna Giurickovic Dato

Questo libro, che rappresenta l’esordio della scrittrice catanese Anna Giurickovic Dato, è in grado di disturbare e coinvolgere allo stesso tempo. Una vicenda scabrosa narrata però con delicatezza e maestria.

La voce narrante è quella di Silvia che ci racconta di quando con il marito Giorgio e la piccola Maria viveva a Rabat.

Sin dalle prime pagine si scopre che l’amore che Silvia ha sempre provato nei confronti di Giorgio non le permette di vedere e riconoscere quei movimenti, quegli sguardi, quel rapporto morboso tra lui e la figlia. Soltanto poi, mettendo insieme i pezzi e ascoltando davvero la voce della bambina, viene a conoscenza di quel segreto inconfessabile e proibito che li teneva legati.

Dopo la strana morte del marito Silvia va a Roma dove abiterà con la figlia, ormai adolescente. Qui si innamora di Antonio, ma un pranzo organizzato per farlo conoscere alla ragazza farà riemergere quel dramma già vissuto facendo nascere quasi spontanee delle domande: quanto era innocente Maria? Davvero Silvia non sapeva ciò che accadeva?

Photo by Spring Fed Images on Unsplash

 

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