romanzi distopici sono degli strumenti potenti, in grado di portare all’estremo situazioni già esistenti mostrandone i lati più oscuri e spaventosi, aiutandoci davvero a riflettere in modo forte sulle contraddizioni e le libertà dei nostri giorni.

Negli ultimi anni si è vista vista la rinascita delle distopie, soprattutto grazie a romanzi trasformati in serie tv e film di successo. Alcuni meritano senz’altro di essere letti, altri invece sono scritti più per moda che per reale volontà di insegnare qualcosa. In questo articolo proponiamo 7 romanzi distopici da leggere assolutamente una volta nella vita selezionati tra i migliori mai scritti.

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1 – Un mondo nuovo di Aldous Huxley
Scritto nel 1932 è da molti considerato il vero libro che ha portato al successo il genere distopico. l titolo originale, Brave new world,  si rifà alle parole pronunciate da Miranda ne La tempesta di William Shakespeare: “How beauteous mankind is! O brave new world that has such people in’t! “. Ambientato nel 2540, o nel 632 anno di Ford, racconta con sguardo distaccato ma non privo di tristezza quella che Huxley immaginava essere la futura evoluzione della società, un’evoluzione in cui la tecnologia aveva messo le mani sulla riproduzione, sulla manipolazione psicologia, perfino sul sonno, finendo per condizionare tutta la vita dei cittadini.

2 – 1984 di George Orwell
1984 può essere a ragione considerato come uno dei primi e più importanti esempi di romanzo distopico. L’opera infatti è un’utopia negativa, che descrive pessimisticamente un futuro cupo in cui, dopo una guerra nucleare, il mondo è diviso in potenze totalitarie. Pubblicato pochi anni dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale è un’aperta critica al regime stalinista.

3 – Arancia meccanica di Anthony Burgess
Arancia meccanica (A clockwork orange), è un romanzo fantapolitico o distopico di Anthony Burgess del 1962, riadattato per il grande schermo, Stanley Kubrick che ne fece una pietra miliare della cultura cinematografica mondiale. Narra la storia di Alex, teppista sempre pronto a usare il coltello, capo di una banda con i quali ripete ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, il gioco della violenza. Tradito di suoi amici finisce in carcere dove le terapie di rieducazione, non meno violente, lo ridurranno a un’arancia meccanica, in balia delle sue antiche vittime.”La mia parabola – ha affermato Burgess – e quella di Kubrick, vogliono affermare che e preferibile un mondo di violenza assunta scientemente a un mondo programmato per essere buono od inoffensivo… Arancia meccanica doveva essere una sorta di manifesto sull’importanza di poter scegliere”.

4 – La strada di Cormac McCarthy
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un’apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Questo è La strada di Cormac McCarthy, che ha vinto il James Tait Black Memorial Prize per la narrativa nel 2006 e il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2007.

5 – Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood
The Handmaid’s Tale è un romanzo distopico del 1985. Ambientato in un futuro prossimo, in una teocrazia totalitaria la repubblica di Galaad esplora con una straordinaria forza e capacità di scrittura i temi della sottomissione della donna e dei vari mezzi che la politica impiega per asservire il corpo femminile e le sue funzioni riproduttive ai propri scopi.

6 – Il signore delle mosche di William Golding
Il Signore delle mosche racconta di un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un’isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Secondo l’autore William Golding infatti la natura umana è irrimediabilmente malata. L’ordine sociale è necessario affinché l’uomo non riveli la sua vera malsana natura tendente alla pigrizia, all’egoismo e all’appagamento del sé.

7 – Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
Ambientato in un imprecisato futuro posteriore al 1960, racconta di una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume. Il titolo del romanzo si riferisce a quella che Bradbury riteneva essere la temperatura di accensione della carta.

Photo by Pineapple Supply Co. on Unsplash

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