Recensione: Sottomissione volontaria
Autore: Lena Andersson
Pagine: 167
Ebook: 8,99
Cartaceo: 12,75
Casa Editrice: E/O
Pubblicato il: 13/10/2016
Genere: Narrativa contemporanea
Recensione di: Rossella
Valutazione

La felicità esiste raramente nell’esperienza della felicità. Dimora nell’attesa della felicità e quasi solamente li.
Sottomissione volontaria di Kevin Brooks

Come è possibile che una donna non si renda conto che una storia è finita, che l’uomo che ha frequentato non la vuole più, che si è stancato. Come è possibile che continui a insistere rischiando di perdere la propria dignità fino ad annullarsi?

E’ possibile perché in amore tutte ci siamo trovate, chi più chi meno, a rincorrere uomini che non ci amavano, abbiamo ingannato noi stesse pensando di poter convincere l’altro di essere sulla strada sbagliata, di non poter fare a meno di noi.

Ester rompe una relazione stabile per rincorrere un uomo, Hugo, un’artista estremamente interessante e affascinante, che reputa addirittura un genio. Ma la relazione tra i due non avrà un seguito felice a lungo e Hugo comincerà a tenerla a distanza con scuse inverosimili.

Seguiamo quindi Ester nel suo tentativo di darsi spiegazioni, di cercare di tenere viva quella poca speranza che non si è ancora spenta, di inseguire comunque Hugo, domandandoci come sia possibile che arrivi così in basso, che non si accorga di come la situazione sia precipitata, di come abbia perso il buon senso, arrivando a risultare anche a noi un po’ antipatica.

Questo racconto è freddo e disincantato come Hugo, ma nello stesso tempo appassionante come il vortice sentimentale che colpisce Ester. I dialoghi tra i due sono interessanti, affrontano spesso temi filosofici ed etici, anche se alcune pagine sono un po’ noiose e pesanti e a volte vengono utilizzate parole difficili che rischiano di allontanare il lettore.

Idee da leggere