Noi lo sapevamo già, ma uno studio dell’Universita’ di Toronto, su “Trends in Cognitive Sciences” ha recentemente confermato che leggere romanzi apre la mente. Appassionarsi alle eroine della Austen o immedesimarsi nella tragica storia di Anna Karenina aiuta infatti a capire meglio il punto di vista degli altri, rafforzando l’empatia.

leggere apre la mente

Nella ricerca si fa riferimento a uno studio in cui è stato chiesto a delle persone sottoposte a risonanza magnetica di pensare a frasi con immagini determinate, come un tappeto blu scuro o una matita a strisce arancioni. Sono bastate frasi di questo tipo per produrre il massimo di attivazione dell’ippocampo, area del cervello associata all’apprendimento e alla memoria.
Tra gli esperimenti condotti anche il test che misura la  capacità della mente a leggere lo sguardo. Ai partecipanti è stato chiesto di descrivere, dopo aver visto le immagini degli occhi di 36 persone, come secondo loro si sentissero. Comparati con coloro che non avevano letto romanzi, i lettori risultavano avere punteggi migliori in questo test.

Una maggiore empatia non è il solo vantaggio della lettura. Infatti secondo un nuovo report pubblicato su Social Science and Medicine, leggere libri si pone in stretta correlazione con un’esistenza più longeva. La ricerca, condotta da Avni Bavish, Martin D. Slade e Becca R. Levy della School of Public Health della Yale University, ha coinvolto 3635 persone sopra i cinquant’anni, che hanno partecipato a questo grande studio sulla salute e hanno dovuto rispondere a domande sul loro rapporto con la lettura.

Dopo 12 anni, i ricercatori hanno osservato come i lettori medi avevano il 17 per cento di probabilità in meno di morire, percentuale che saliva al 23 per cento per chi leggeva per più di tre ore e mezza a settimana, perlopiù donne laureate e con una fascia medio-alta di reddito.

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